Calabria, pesca illegale: capodoglio prigioniero nelle maglie della morte
Legambiente fermare senza ulteriori esitazioni questi strumenti di morte
Legambiente Calabria denuncia: ennesima inutile uccisione di una specie protetta. E' di ieri pomeriggio, nelle acque antistanti Capo Bonifati (CS) lungo il tirreno cosentino, l'avvistamento di un esemplare adulto di
Capodoglio - Physeter macrocephalus - completamente bloccato, dalla coda fino al rostro, dalle maglie di una rete derivante. Alla segnalazione della presenza dell'esemplare in difficoltà sono prontamente intervenuti Andrea Peiser, responsabile del Laboratorio scientifico didattico di Biologia marina di Cetraro (Università della Calabria - Fondazione Mediterranea Falchi), gli istruttori subacquei Piero Greco, Maria Teresa Rizzo e Domenico Giuliani del Gruppo Paolano, Pino Paolillo del Wwf Calabria, gli uomini della Capitaneria di Porto di Vibo e della Guardia di Finanza. Alle 17:30 il primo contatto con l'animale in evidente stato di difficoltà, numerosi tentativi si sono susseguiti per liberarlo, ma il sopraggiungere di un temporale ha costretto tutti al rientro, erano le 23:30. Stamane sono riprese le ricerche ma senza fortuna.
Legambiente Calabria rilancia l'immagine eloquente di un animale avviato a morte tanto certa quanto inutile per chiedere alle Istituzioni nazionali e locali e alle Forze di Polizia il massimo impegno affinchè a questa vergogna sia posta fine. La Calabria e il sud dell'Italia che parlano di legalità e di turismo continuano ad uccidere non solo animali protetti ma lo stesso futuro dei propri figli. Basti citare la piccola Repubblica Dominicana che, dopo l'istituzione del Silver Bank Humpback Whale Marine Sanctuary, incassa
ogni anno 5,2 milioni di dollari grazie all'ecoturismo, o l'Australia dove, dopo la riconversione della stazione baleniera di Cheynes Beach in un sito di whale watching, ogni anno attira
un milione e mezzo di visitatori.