Cetraro, 7 novembre 2009
LEGAMBIENTE illustra le nuove iniziative dell’operazione Verita’
Riaprire immediatamente l’inchiesta relativa alla Rigel e individuare il relitto affondato a largo di Capo Spartivento nel settembre del 1987. Legambiente non si arrende e continua a porre domande e a cercare la verità, in occasione della conferenza stampa tenutasi presso il grand hotel San Michele di Cetraro. La richiesta specifica è stata formalmente rivolta alla magistratura attraverso un esposto presentato, a nome di Legambiente, da Nuccio Barillà, del direttivo nazionale e componente del Comitato per la Verità sulle Navi dei Veleni. L’occasione è stata quella della convocazione, nei giorni scorsi, di Nuccio Barillà chiamato a riferire come persona informata dei fatti dinnanzi al Procuratore della DDA di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e al magistrato Sara Ombra. Un altro tassello importante, dopo la sollecitazione già rivolta alla Commissione Parlamentare sul Ciclo dei Rifiuti lo scorso ottobre e che la delegazione legambientina rinnoverà anche in occasione della prossima audizione programmata per il 18 novembre p.v. "Oggi vi sono nuove conoscenze tecniche – ha dichiarato Nuccio Barillà - che consentirebbero una ricerca più efficace, come già rilevato dal dottor Alberto Cisterna titolare dello stralcio archiviato nel 2000 per l’impossibilità di individuare il relitto. Inoltre Legambiente ha messo a disposizione della magistratura l’immagine di un relitto da carico, realizzata con eco riflessi, proprio nel tratto di mare dove affondò la motonave maltese su cui già pende una sentenza di naufragio doloso passata in giudicato e sul suo carico esistono ancora oggi gravi misteri irrisolti". L’immagine è proprio quella che Legambiente Calabria ha scelto per raffigurarla sulla cartolina che tutti i cittadini sono invitati a spedire al presidente del Consiglio dei Ministri, affinchè le navi dei veleni siano individuate e rimosse.
Nonostante le recenti svolte nella vicenda, rimangono per l’associazione del Cigno ancora gli imperativi di sciogliere gli innumerevoli dubbi insoluti e di rispondere alle troppe domande ancora ignorate. Tra queste, priorità al velo coprente gettato sulla Rigel mai trovata che ancora, dopo oltre venti anni, non suscita nelle istituzioni la necessità di essere squarciato. Altro imperativo è quello di mantenere vigile l’opinione pubblica. "Il mancato ritrovamento della Cunsky non deve rallentare la ricerche degli relitti il cui affondamento ë sospetto – ha ricordato Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale Legambiente – ecco perchè abbiamo raccolto video, foto e documentazione relativa alle navi dei veleni e le abbiamo messe a disposizione in un sito on line da oggi. Sarà un luogo comune da aggiornare costantemente, da cui potere attingere informazioni ma soprattutto dove continuare a porre domande come le dieci presenti in home page. Uno strumento da condividere che, attraverso la partecipazione della cittadinanza, si propone di affermare che, per quanto ci riguarda, il caso non è chiuso". Presentato così il nuovo sito www.navideiveleni.it in cui sono raccolti gli atti ufficiali, rapporti di Legambiente e una ricca documentazione relativa alla vicenda. Articoli, interviste, dichiarazioni, mappe con elenco delle navi affondate e tanto altro per uno strumento posto a disposizione piena dei cittadini. Si prevede anche uno spazio per le segnalazioni e per la richiesta di informazioni. Uno sportello sempre aperto per la cittadinanza che non voglia dimenticare e voglia rimanere informata, come un archivio, una memoria storica che dovrà essere di lunga durata. Un faro sempre accesso con l’auspicio che possa divenire approdo sicuro nella ricerca della verità.
"In questo percorso di ricerca della verità, emergono dei fatti concreti che oggi singole persone cominciano a denunciare e a raccontare. L’impegno di Legambiente – ha sottolineato Franco Saragò, segreteria regionale di Legambiente Calabria - ë dunque quello di continuare a stare al fianco di queste persone e di tutti quelli che hanno voglia di sapere, come dimostrato in occasione della manifestazione di Amantea. Con più forza oggi invochiamo maggiore impegno da parte di tutti".
Tra le domande che continueranno ad essere poste, anche quelle relative alla necessità di allargare la ricerca sui fondali di Cetraro dove risultano essere affondati diversi relitti e ciò per escludere in modo certo che altri navi dei veleni siano presenti. Tutto ciò rappresenta anche la condizione necessaria per creare le opportune sinergie tra pescatori e ambientalisti allo scopo di valorizzare i nostri mari. In questa ottica era anche presente in sala Katia Stancato, rappresentante della Federcoop Pesca. Accanto a Cetraro attenzione anche all’inchiesta condotta dal procuratore di Paola, Bruno Giordano relativamente al tasso di radioattività registrato sul torrente Oliva tra i comuni di Serra d’Aiello e Aiello Calabro e al possibile interramento di rifiuti pericolosi. Poi altra questione su cui occorre non abbassare la guardia è l’opera di bonifica a Krotone e la vicenda del Procuratore Pier Paolo Bruni, titolare di indagini delicate e a cui dallo scorso aprile non è stata rinnovata l’applicazione alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Un segnale inquietante sarebbe quello dell’ennesimo tentativo di delegittimazione di un magistrato che ha sempre operato per l’accertamento dei fatti.
Dunque la ricerca di Legambiente continua per salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini ed anche per onorare le persone che per questa vicenda hanno già sacrificato la propria vita. L’unico modo per onorarle è arrivare alla verità.