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sabato 21 novembre 2009
Da Goletta Verde l'appello per "La Crotone che vogliamo"

 

Crotone, 21 novembre 2009 Comunicato stampa

 

Crotone da capitale dei veleni a laboratorio per lo sviluppo sostenibile

Legambiente accende i riflettori sui ritardi della bonifica, sulla necessità della loro gestione da parte degli enti locali e sul rischio sanitario:

"Il ministro Prestigiacomo venga al più presto"

 

Procedere con urgenza al risanamento delle aree contaminate della città di Crotone. E’ l’accorato appello lanciato oggi da Legambiente, che torna a mobilitare la sua Goletta Verde per accendere i riflettori sulla "vertenza Crotone". Altra tappa speciale dell’imbarcazione storica dell’associazione del Cigno in Calabria, al porto antico di Crotone per presentare il dossier "La Crotone che vogliamo". Una situazione critica tanto sul fronte ambientale quanto su quelli sanitario e giudiziario. La città calabrese, sede di uno dei maggiori poli industriali d’Italia, continua, infatti, a pagare pesantemente lo scotto della sua storia produttiva e della mala gestione di mezzo secolo di produzione di rifiuti pericolosi metallurgici e chimici. E i crotonesi, giorno dopo giorno, patiscono le conseguenze di un clamoroso ritardo delle attività di bonifica e di un sistema criminale di smaltimento di metalli pesanti e rifiuti tossici sparsi per le strade a mo’ di calcestruzzo, come l’inchiesta giudiziaria Black Mountains sta portando alla luce.

"Per noi – ha dichiarato Nuccio Barillà del direttivo nazionale di Legambiente Calabria - Crotone rappresenta il paradosso del Meridione, la sintesi della bellezza e della miseria della Calabria, simbolo di una vocazione tradita da politiche suicide, in cui il territorio e la cittadinanza ha pagato prezzo elevatissimo. Ecco perché vogliamo – ha ribadito Nuccio Barillà - che Crotone diventi un laboratorio per lo sviluppo sostenibile. In questa direzione vanno profusi finanziamenti e progetti innovativi da promuovere con rigore per ricucire uno strappo con la memoria, con la cultura e con le potenzialità di questa città. Non ci sono due tempi ma, sia le bonifiche che la valorizzazione, devono procedere contestualmente. Crotone oggi merita maggiore attenzione".

La centralità della vicenda crotonese nell’impegno di Legambiente è stata illustrata alla Presidenza della Repubblica in occasione del recente incontro presso il Quirinale con il consigliere Alberto Ruffo. Durante la visita è stato sollecito l’intervento del governo ed al Presidente Napolitano è stato rivolto un invito nella città di Pitagora, come segno della presenza dello Stato in un territorio in cui lo esso troppe volte è stato assente, distratto e mal rappresentato.

Analoga attenzione è stata riservata alla questione crotonese in occasione dell’audizione dinnanzi alla Commissione parlamentare di inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti al cui presidente, Gaetano Pecorella, è stato richiesto spazio e priorità alla città di Crotone nell’ambito della prossima missione in Calabria.

"Alla gravità della situazione ambientale di Crotone - ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente in una nota - va restituita la dovuta attenzione. Crotone merita un futuro diverso e pulito rispetto a un presente caratterizzato da veleni che mettono a repentaglio la salute dei crotonesi. Per questo chiediamo al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo di prevedere al più presto una visita istituzionale per "toccare con mano" la drammatica situazione ambientale e sanitaria della città".

Il 24 settembre scorso sono stati resi noti i risultati dello screening realizzato per conto della Procura di Crotone, che ha accertato la presenza di metalli pesanti in concentrazioni elevate negli alunni delle due scuole "Alcmeone" e "Lucifero" sequestrate per sospetta contaminazione. L’ultimo studio epidemiologico dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), poi, sebbene datato (gli ultimi dati risalgono al 2001) evidenziava un eccesso di mortalità nella città di Crotone, probabilmente correlato alle attività industriali presenti nell’area. Sono dati che avrebbero dovuto aprire la strada a ulteriori approfondimenti e a un serio programma di monitoraggio sulla popolazione per valutare l’impatto sanitario delle attività industriali. Ma il registro tumori non è mai partito, nonostante gli impegni presi da parte delle autorità competenti.

"Ciò che intendiamo denunciare – ha evidenziato Maria Rosaria Paluccio della segreteria regionale di Legambiente – è il ritardo clamoroso nelle bonifiche. Da qui la necessità di rilanciare la questione affinchè esse siano avviate al più presto e si tenti il recupero di quanto non eseguito in anni di commissariamento ambientale". Le proposte arrivano anche da Tommaso Tedesco, fondatore del circolo di Legambiente Crotone, che riferisce di un altro impegno impellente che deve essere assunto dalla città tutta. "Ciò che serve – ha sottolineato Tedesco – è una vera e proprio svolta urbanistica che a Crotone distingua le aree produttive di carattere industriali da quelle di carattere alimentare".

Gravi ritardi contraddistinguono la bonifica del sito d’interesse nazionale di Crotone, in linea, purtroppo, con quanto accade negli altri 56 siti del programma nazionale di bonifica curato dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio. Le attività dello stabilimento metallurgico ex Pertusola e degli impianti del colosso dell’industria chimica ex Montedison - tra i principali poli industriali d’Italia dalla metà degli anni 20 fin quasi alla soglia del 2000 - hanno lasciato un’eredità di metalli pesanti (principalmente zinco, cadmio, piombo, rame e arsenico) che a tutt’oggi mette a rischio la salute dei cittadini. Nonostante la contaminazione da metalli pesanti si stata accertata dai numerosi studi e piani di caratterizzazione, in molti casi si è ancora nella fase di messa in sicurezza di emergenza (cementificazione e isolamento delle discariche e dei rifiuti depositati) o di approvazione degli interventi di bonifica.

"La perimetrazione comprende ancora oggi un’area sottostimata rispetto alle reali dimensioni dell’inquinamento - ha sottolineato Nino Morabito, presidente di Legambiente Calabria -. Continui passaggi di competenze hanno, inoltre, rinviato l’attuazione dei progetti di bonifica e causato un grande sperpero di risorse economiche con scarsissimi risultati. Anche in questo senso Legambiente si pone come strumento di cambiamento affinchè le prerogative degli enti locali tornino ad essere concreti momenti partecipativi per la risoluzione reale della questione".

Quattro le azioni necessarie, secondo Legambiente, per voltare finalmente pagina rispetto ai veleni del passato e garantire a Crotone un futuro migliore.

- Spostare (come già chiesto per gli altri siti nazionali) la gestione dell’iter di bonifica presso la Regione e i Comuni, lasciando al ministero e agli enti tecnici nazionali il compito di supportare, verificare e indirizzare il procedimento.

- Eseguire un’adeguata valutazione della perimetrazione dell’area corrispondente al sito d’interesse nazionale per evitare di escludere dagli interventi di bonifica altre aree contaminate.

- Garantire il rispetto delle ordinanze che impediscono l’accesso e l’utilizzo delle aree contaminate e impegnarsi per restituirle alla cittadinanza bonificate e riqualificate.

- Garantire trasparenza e disponibilità delle informazioni sullo stato di avanzamento del risanamento ambientale.

"Riteniamo doveroso - ha insistito Antonio Tata, presidente del circolo Legambiente di Crotone - che il ministero dell’Ambiente e tutti i soggetti coinvolti si adoperino perché il processo di bonifica e le indagini ambientali e sanitarie condotte, siano sempre accompagnate da una chiara e completa informazione alla cittadinanza. Non si tratta di questioni private e in questo senso evidenziamo, anche la necessità di concertazione per la destinazione delle aree a seguito delle bonifiche ".

Per quanto riguarda la tutela della salute è necessario aggiornare al più presto l’analisi epidemiologica su tutta la popolazione di Crotone, che dovrà essere realizzata con il massimo supporto, anche economico, che il caso richiede, da parte del ministero della Salute.

Presenti tra gli altri, su Goletta Verde, Arturo Crugliano Pantisano, vice sindaco di Crotone, Eugenia Garritano, dirigente scolastico dell’istituto comprensorio "Alcmeone" e, per l’associazione del Cigno, Franco Saragò della segreteria regionale di Legambiente, Antonello Pupo, presidente del circolo Legambiente di Vibo Valentia, Francesco Polimeni di Legambiente Calabria, Andrea Travierso, fondatore del circolo di Legambiente di Crotone,

L’ufficio stampa Legambiente

 

 

Dott. ssa Anna Foti

Ufficio Stampa LEGAMBIENTE Calabria

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