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martedì 22 dicembre 2009
LEGAMBIENTE CALABRIA E SICILIA ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL PONTE

COMUNICATO STAMPA

 

LEGAMBIENTE CALABRIA E SICILIA ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL PONTE

 

“AVVIEREMO INIZIATIVE E PROGETTI DI SVILUPPO ECOSOSTENIBILE

E CREEREMO UN COORDINAMENTO NELL’AREA DELLO STRETTO”

 

 

Manifestare contrarietà ad un’opera inutile e dannosa. Richiedere investimenti urgenti finalizzati alla messa in sicurezza dei territori ed al potenziamento dei trasporti regionali. Denunciare il rischio di grande spreco di ingenti risorse economiche. Plaudire alla orgogliosa e virtuosa scelta della Regione Calabria che ha definitivamente abbandonato la società Stretto di Messina. Questo lo spirito con cui Legambiente ha aderito alla manifestazione contro il Ponte sullo Stretto programmata a Villa San Giovanni sabato scorso, prima che la morte di Franco Nisticò stroncasse tragicamente ogni dibattito e ogni confronto. Anche Legambiente si unisce alle manifestazioni di più profondo cordoglio per i familiari.

 

Come Franco Nisticò, anche i legambientini erano in piazza per esercitare il proprio diritto al dissenso nei confronti di un’opera dannosa e inutile per il territorio calabro-siculo.“Legambiente torna a chiedere per la Calabria un futuro diverso – ha dichiarato Antonino Morabito, presidente Legambiente Calabria -  fatto di concreto rispetto per l’ambiente e il territorio e di scelte condotte in autonomia e non subite. Un futuro fatto di chiarezza, specie sulla questione Ponte i cui tanti dubbi il Governo lascia volutamente non chiariti. Una spesa diversa è possibile, necessaria ed urgente – ha sottolineato Morabito – e nella ricerca di un approccio virtuoso della politica nazionale alle reali necessità del Sud, ribadiamo che non il Ponte serve, ma ben altri sono gli interventi strutturali ed utili anche al trasporto tra le due rive dello Stretto”.

 

“Adesso - ha annunciato Salvatore Granata, direttore Legambiente Sicilia - l’associazione del cigno, intensificherà le proprie attività per affrontare i temi della pianificazione e dello sviluppo nell'area integrata dello Stretto. A cominciare da un’assemblea pubblica nel quadro della Campagna “Pendolaria”, dedicata alla qualità ed all’efficienza dei trasporti locali, per proseguire con la costituzione di un coordinamento permanente tra le proprie strutture territoriali sulle due sponde.” Intanto, anche l’Associazione siciliana registra con soddisfazione il recesso della Regione Calabria dalla Società Stretto di Messina. “E’ senz’altro un’ottima notizia che fa capire ancora di più come l’idea del Ponte sia estranea ai bisogni ed alle prospettive delle nostre popolazione. Auspichiamo che anche la Regione Sicilia segua questa strada e che, assieme al governo nazionale, si impegni finalmente a risolvere i nodi del suo sottosviluppo, a cominciare dall’inadeguatezza dei servizi ferroviari e dalla fragilità del territorio.”

 

Stride con il clamore degli annunci del Governo la verità dei fatti che Legambiente ha già avuto modo di evidenziare. La posa della prima pietra e l’imminente avvio dei lavori con riferimento ai lavori del chilometro e mezzo di ferrovia a Cannitello nascono in realtà come opere differenti dal Ponte e finalizzate a migliorare il sistema della rete ferroviaria regionale. La costruzione del nuovo binario, infatti, è stata stralciata dal progetto originario dell’asse ferroviario Salerno-Reggio Calabria - Palermo-Catania e su di essa esistono, secondo l’associazione del Cigno, notevoli perplessità. L’avvocatura regionale dello Stato ha, nei giorni scorsi, proposto ricorso dinnanzi al Tar impugnando la delibera del Cipe 77/09 in ragione della individuazione del diverso soggetto aggiudicatore del progetto di realizzazione della variante ferroviaria che non sarebbe più RFI, come nella delibera 83/2006, ma la società Stretto di Messina. Inoltre la stessa delibera del 2009 identifica tale opera come presupposto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, laddove nella delibera del 2006 veniva esplicitato che tale variante ferroviaria “non fosse condizione essenziale alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, ma servisse soltanto a migliorare ed implementare il sistema della rete ferroviaria”. Si delinea anche una questione di conflitto di attribuzione adesso la vaglio della Corte Costituzionale. In linea con ciò anche la recente decisione della Regione di uscire dalla Società Stretto di Messina. Segni importanti da parte degli enti locali, in questo caso la Regione, del legittimo intento di riappropriarsi del diritto a decidere sul destino del proprio territorio. Diritto che, come Legambiente Calabria e Sicilia denunciarono già il mese scorso, è stato seriamente compromesso dalla recente nomina di Pietro Ciucci quale commissario straordinario delle opere connesse alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

 

Reggio Calabria, 22 dicembre 2009

 

 

 

 

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