“Il 97% chiede di proteggere gli animali e vietare o
ridurre fortemente la caccia”.
Legambiente Calabria: Regione e Province calabresi fermino
ogni aggressione alla natura e agli animali
e dedichino, il 2010 a una forte politica per la tutela
della biodiversità
“Per il 2010, anno dedicato dalle Nazioni Unite alla
tutela della biodiversità, chiediamo alla Regione e alle
Province calabresi un concreto impegno per dire
definitivamente basta ai reiterati tentativi di ‘caccia
selvaggia’ e per dare vita, invece, a una forte azione a
difesa della biodiversità, come chiede la maggioranza
degli italiani”.
Questa la richiesta di Antonino Morabito, presidente di
Legambiente Calabria, in occasione del lancio del nuovo
sondaggio su 'Le opinioni degli italiani sulla caccia -
realizzato nelle 13 regioni al voto a Marzo 2010' da IPSOS
PA per Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf.
“La maggioranza degli italiani è palesemente contro
caccia selvaggia e si tratta di una maggioranza
schiacciante, trasversale e decisiva - continua Morabito -
come mostrano i risultati nelle tredici Regioni al voto,
tema al quale è dedicata una specifica sezione del
sondaggio Ipsos”.
Il 69% degli elettori si dichiara contrario o totalmente
contrario ai candidati che proponessero regole a favore
della caccia, e ben 4 elettori su 10 cambierebbero di
conseguenza il candidato che pensavano di votare. Anzi,
l’89% vuole dai candidati un impegno politico e
legislativo per aumentare le tutele per gli animali e la
natura, con il 93% degli elettori Pdl-Lega e l’87% Pd-Idv.
Elevato il consenso ad alcuni provvedimenti per limitare la
caccia e aumentare la sicurezza per i cittadini: il 77% è
favorevole al divieto di caccia agli uccelli migratori, il
78% è per vietare la caccia di domenica e nei giorni
festivi quando i boschi sono più frequentati da persone,
l’80% per vietarla nei terreni privati senza
l’autorizzazione del proprietario, l’84% è per non
rilasciare la licenza prima dei ventuno e dopo i
settant’anni, l’86% è favorevole all’aumento della
distanza di divieto di caccia dalla case e dai sentieri
degli escursionisti.
“Dagli italiani e dai calabresi arriva un’indicazione
precisa - conclude Morabito - auspichiamo davvero che la
politica la raccolga in toto, per consentire all’Italia di
difendere sempre e meglio il proprio patrimonio naturale e
di far svolgere alla Calabria, a livello nazionale e
internazionale, il ruolo da protagonista che merita”.
SCHEDA. In 10 punti il sondaggio IPSOS “Le opinioni degli
italiani sulla caccia” per Enpa, Lav, Legambiente, Lipu,
Wwf Italia
1. Nelle tredici Regioni al voto il prossimo 28 marzo, il
69% degli italiani si dichiara “contrario” e
“totalmente contrario” se i candidati proponessero
regole a favore della caccia (66% fra gli elettori di
centrodestra e 75% di centrosinistra). E se il candidato che
si sta pensando di votare proponesse interventi a favore
della caccia, cambierebbero voto ben 4 elettori su 10: il
34% nel centrodestra (con un 25% che ci penserebbero fino
all’ultimo) e il 43% nel centrosinistra (con un 13% che ci
penserebbero fino all’ultimo).
2. Nelle tredici Regioni al voto il prossimo 28 marzo,
l’89% degli italiani si dichiara favorevole se i candidati
alle elezioni proponessero regole per aumentare le tutele
per gli animali e la natura. Si tratta del 93% degli
elettori Pdl+Lega e l’87% Pd+Idv.
3. Il 70% degli italiani si dichiara fortemente contrario
alla caccia. Sono in particolare donne, laureati, impiegati,
casalinghe, fascia d’età 18/24 anni. Solo l’8% degli
italiani è a favore (in particolare uomini sopra ai 55
anni, basso titolo di studio, imprenditori, pensionati). Il
22% si dichiara “neutrale”.
4. “Scomposto” per orientamento di voto il 70% contrario
a tutta la caccia è ampio anche nella maggioranza di
Governo (64%), diventa 71% nell’area Pd-Idv fino al 76% di
altro orientamento di voto (sinistra, centro, destra)
5. La contrarietà alla caccia fra abolizione e richiesta
di una più rigida regolamentazione registra un crescendo
man mano che si scende nel Paese: 77% al Nord e al Centro,
82% al Sud.
6. Alla domanda "Qual è la sua opinione sulla caccia?",
il 79% degli italiani esprime un giudizio fortemente
critico, diviso tra un 52% che la considera “un’inutile
crudeltà da vietare” e il 27% che la ritiene
un'attività da ridurre, con regole più rigide. A questo
dato va aggiunto un 14% di italiani che ritiene accettabili
le attuali regole, per un totale del 93% degli italiani
comunque contrari a qualsiasi ipotesi di ulteriori
concessioni all'attività venatoria.
7. E’ altissima fra gli italiani l’opinione contraria
alla violenza sugli animali, con il 97% fra coloro che la
ritengono sempre sbagliata (41%) e chi la ammette solo per
alimentazione (56%). Questo dato disaggregato per
orientamento di voto vede l’area Pdl+Lega al 96%, Pd+Idv
al 97% e il 100% per gli altri. Solo il 2% indica che gli
animali servono unicamente “a soddisfare i bisogni
dell’uomo”.
8. Sull’articolo 43 della Legge Comunitaria (approvato
alla Camera e ora all’esame della Camera), che amplierebbe
i tempi di caccia, è contrario l’81% degli italiani e
favorevole solo il 10%. Solo il 3% degli elettori della
MAGGIORANZA DI GOVERNO è d’accordo con il voto del loro
partito poiché ritiene le regole odierne della caccia
troppo rigide. Sempre nella stessa area politica il 47%
ritiene la caccia un’inutile crudeltà che andrebbe
vietata, da sommare al 28% che vorrebbe regole più rigide
e, solo per questo caso, da sommare anche al 20% che ritiene
la norma attuale un buon punto di equilibrio. Per un totale
del 95% di contrari alla caccia o a ogni sua estensione .
9. Il livello di accordo con alcuni provvedimenti per
liberalizzare la caccia, alcuni dei quali sono all’ordine
del giorno da mesi della Commissione Ambiente del Senato sul
famoso “testo Orsi”, è estremamente minoritario: 5%
per autorizzare la caccia a specie protette, 7% per sparare
a passeri e fringuelli, 7% per caccia nei parchi, 9% per
aumentare caccia a uccelli migratori, 9% per far sparare
sempre in aree private a pagamento, 11% per ridurre sanzioni
per chi uccide specie protette.
10. Il livello di accordo con alcuni provvedimenti per
limitare la caccia e aumentare la sicurezza, è
estremamente maggioritario: 71% per un calendario venatorio
ridotto da ottobre a dicembre, 77% per il divieto di caccia
agli uccelli migratori, 78% per vietare la caccia di
domenica e nei giorni festivi quando i boschi sono più
frequentati da persone, 80% per vietarla nei terreni privati
senza l’autorizzazione del proprietario, 84% è per non
rilasciare licenza prima dei ventuno e dopo i settanta anni,
86% è favorevole all’aumento della distanza di divieto
di caccia dalla case e dai sentieri degli escursionisti.
Reggio Calabria, 8 marzo 2010