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lunedì 8 marzo 2010
Legambiente Calabria: solidarieta' a chi non teme di agire contro la ndrangheta

“Saremo insieme a studenti e cittadini il 13 marzo per il
No Mafia Day”

“La Calabria frana nel territorio e nella società, ma c’è chi ostinatamente e semplicemente ‘facendo il proprio mestiere’ la difende ogni giorno. Una risposta che i cittadini calabresi possono dare per mostrare sincera vicinanza ai nostri ‘figli migliori’, che solo per questo subiscono atti intimidatori, sarà essere in piazza a Reggio Calabria il prossimo 13 marzo per mostrare che in tanti desideriamo davvero che la vergognosa ‘ndrangheta e coloro che, non affiliati, le consentono di guadagnare sulle nostre vite e il nostro futuro siano la prima frana che la politica e le istituzioni devono debellare da questa regione e dall’Italia”.

Questa la dichiarazione di Antonino Morabito, presidente regionale di Legambiente Calabria dopo gli ultimi episodi mafiosi. E’, infatti, un clima di forte tensione quello che sta caratterizzando la Calabria in questo 2010.

La bomba posizionata all’ingresso della Procura solo qualche giorno dopo Capodanno, poi le minacce al procuratore Giuseppe Lombardo, pubblica accusa nel processo “Testamento” e nei procedimenti contro Pasquale Condello, il Supremo, e adesso le minacce sui muri di Vibo Valentia dirette al procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo, proveniente dalla DDA di Catanzaro, quelle già ricevute dal pm Marisa Manzini, e la lettera con proiettile ad Antonio De Bernardo, pubblica accusa nei procedimenti “Gebbione”, contro la cosca Labate di Reggio Calabria, “Ramo spezzato”, contro il clan Iamonte di Melito Porto Salvo e anche pubblico ministero nel processo per l’omicidio di Gianluca Congiusta, giovane imprenditore assassinato a Siderno il 24 maggio del 2005.

Una scia di intimidazioni che seguono il messaggio pervenuto lo scorso febbraio sul sito del trisettimanale “Il Crotonese” nel quale si minacciava di morte il sostituto procuratore della Repubblica di Crotone Pierpaolo Bruni, già titolare delle delicate inchieste sulle ex-Pertusola.

Una scia di avvertimenti alla magistratura che evidentemente opera in misura sempre crescente e incisiva nell’attività di contrasto al crimine organizzato. E intanto il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone parla di silenzio dello Stato oltre che di indifferenza della stampa nazionale su quanto di grave sta accadendo in Calabria.

La cittadinanza risponde e, in particolare, a Reggio Calabria nasce un movimento “Reggio non tace” che ha presidiato la procura nei gironi caldi dell’attentato e ha deciso di creare una rete di condivisione e proposte.

Una serie inquietante di eventi che forse non è estranea al ritrovamento di un’auto piena di armi ritrovata nei pressi dell’aeroporto il giorno della visita in riva allo Stretto del Capo dello Stato, agli episodi intimidatori che hanno colpito alcuni amministratori di comuni calabresi e alcuni giornalisti, invitati con metodi differenti ma sempre di un unico stampo mafioso a non scrivere, a non “andare oltre” nella loro attività di approfondimento, di analisi. Fino ad arrivare al progetto omicida contro la parlamentare calabrese di Taurianova, on. Angela Napoli, rivelato da un collaboratore di giustizia.

“Qualcosa si muove”, si dice da queste parti se chi opera per neutralizzare e portare in evidenza tutto ciò che pregiudica nella nostra comunità l’affermazione dei diritti e della legalità subisce minacce e se chi è acutamente osservato e ostacolato ritiene necessario “avvertire”.

Legambiente Calabria, da anni impegnata nel denunciare l’impatto che le ecomafie hanno sul territorio regionale, non intende abbassare la guardia su quanto sta accadendo. Dunque Legambiente non solo manifesta solidarietà a quanti, siano magistrati, amministratori, giornalisti, parlamentari, in prima linea agiscono per un contrasto serio al crimine organizzato, ma chiede alle Istituzioni tutte una concreta presenza al loro fianco, adesso.

La Calabria ha fortissimo bisogno di legalità, di quel sentire comune che la comunità, sostenuta dalle Istituzioni, deve essere posta nelle condizioni di riscoprire e costruire passo dopo passo.

Improcrastinabili ormai le azioni concrete e durevoli che salvaguardino le risorse umane divenute indispensabili, per impegno e professionalità, nella lotta al crimine mafioso e alle logiche del sopruso, e per l’affermazione di una cultura dei diritti per un ambiente libero e una comunità sana.

Reggio Calabria, 8 marzo 2010
Ufficio Stampa Legambiente Calabria - 339/2046023

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