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Giovambattista Romano Platania L'amministrazione retta dal sindaco Carlo Conte aveva in lui un oppositore politico, ma il suo operato è riuscito a farlo diventare un sostenitore. A subire la metamorfosi il consigliere Gennaro Di Cello. Che, nell'accingersi a spiegare le ragioni, si dice «profondamente soddisfatto della giunta guidata da Conte». E dichiara di sorridere, quando qualcuno ne contesta la gestione municipale, magari attraverso volantini domenicali, «che non portano -afferma- alla sana crescita civile, culturale e politica del nostro territorio». Rimarca: «Devo ricredermi su questa amministrazione». Poi elenca dettagliatamente gli interventi amministrativi che hanno contribuito al suo cambiamento politico nei confronti di chi regge le sorti del paese: il rinnovamento delle bacheche nell'abitato; l'acquisto di un mezzo meccanico del costo di 60 mila euro per la manutenzione delle strade; l'avvìo del Piano strutturale comunale con un investimento di 80 mila euro; la stabilizzazione di dodici lavoratori socialmente utili; l'appalto del tratto fognario di Difesa-Zito per 60 mila euro; l'adeguamento delle luminarie cimiteriali, «fino a qualche anno fa sempre pagate e inutilizzate»; il ripristino degli impianti di riscaldamento della scuola media Mastroianni; la pavimentazione, la tinteggiatura e la realizzazione della copertura dell'edificio scolastico "Valentino De Fazio", prima fatiscente e inutilizzabile; l'intitolazione della piazza al compianto sacerdote don Pietro Arcuri; la sistemazione delle strade periferiche danneggiate; la metanizzazione del paese, dopo un asserito iter iniziato nel 1998; la messa in funzione di parchi-giochi per bambini attraverso il recupero di attrezzature ludiche abbandonate nella scuola materna "M. Bonadio". Nel tracciare un bilancio positivo dell'amministrazione Conte, il consigliere Di Cello afferma che l'operato dell'amministrazione dev'essere valutato «da ciascun consigliere di maggioranza o di opposizione senza preconcetti, steccati ideologici o secondi fini strategici». Per questo, sempre a suo dire, basterebbe considerare «gli innumerevoli finanziamenti che la stessa amministrazione è riuscita a fare arrivare sul territorio», permettendo che nel 2010 Platania possa essere un cantiere aperto. Domanda, quindi, Di Cello: «Come non darne atto? Come si può nascondere tutto ciò? Come fare finta di non vedere che quest'amministrazione, dopo il primo finanziamento di 800 mila euro per il centro storico e Borgo Pietra, i 103 mila euro dei Piar per l'acquisto di due nuovi pulmini, i 150 mila euro per strade rurali (sempre finanziamenti Piar), oggi porti a casa 900 mila euro finanziati dalla Regione Calabria per la sistemazione dei versanti, delle strade e dei dissesti del nostro territorio? A questo vanno aggiunti altri lavori -sono sempre parole di Di Cello- che nel 2010 vedranno avviare a Platania il marciapiede di via Risa, sempre atteso e mai realizzato, e il ripristino della scuola materna M. Bonadio, abbandonata a se stessa. Come non dare atto di questo -osserva ancora il consigliere- a una amministrazione che in silenzio lavora e porta frutti per il nostro paese? Per quanto mi riguarda conclude- essa ha restituito il paese al nostro operare, al nostro impegno politico; alla giunta e al consiglio tutti quei valori dai quali l'aspro confronto politico spesso ci distrae».
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