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Franco Rosito Non c'è sequestro che tenga. Le discariche di viale Magna Grecia più passa il tempo e più si allargano. A turno hanno apposto sigilli e divieti Corpo forestale dello Stato, polizia provinciale e municipale. Ma i provvedimenti non sono serviti a nulla. Due i siti trasformati in una pattumiera lungo la strada che porta dalle piscine comunali ai campi di calcio dove ognuno arriva con il proprio camioncino e scarica tutto che non gli serve. Il primo è sotto il viadotto "S. Umile" dell'autostrada, l'altro (di fronte) davanti all'ingresso principale delle cupole geodetiche. La discarica più vasta è la prima dove si raccolgono carcasse d'auto, vecchi elettrodomestici (una decina almeno i frigoriferi in esposizione), materiale di risulta, pneumatici, materassi, poltroncine di ogni genere. La situazione è un po' più contenuta nell'area vicino all'ex quartiere fieristico dove ieri mattina sono entrati in azione gli agenti della polizia municipale appartenenti al nucleo ambientale di recente costituito in Procura su iniziativa di Dario Granieri e dell'aggiunto Domenico Airoma. Gli uomini della Municipale hanno sistemato le tabelle installate all'epoca del sequestro disposto dalla procura cittadina avendo accertato la presenza di materiale altamente inquinante sotto le cupole e nell'area circostante. La Procura a questo proposito nei prossimi giorni vorrà sapere dal Comune i motivi della mancata richiesta di dissequestro ordinando l'immediata bonifica del terreno. Nell'altro terreno trasformato in discarica dovrebbe nascere il nuovo quartiere fieristico. Ma la pratica è sparita dentro qualche cassetto. Non se ne parla più da prima dell'estate. Potrebbe essere rispolverata in prossimità delle elezioni. Nel frattempo bisogna fare qualcosa per fermare questo scempio e ripulire l'area trasformata in discarica.
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