Tiziana Ruffo
santa maria del cedro
Tre sono le richieste che il Forum degli ambientalisti pone ai consigli comunali di Praia a Mare e Tortora, in attesa che sia fissata l'udienza preliminare per le vicende legate alla Marlane di Praia a Mare. «I consigli comunali – chiedono gli ambientalisti in una documento sottoscritto da Mauro Di Marco, Gemma De Rosa e Antonio Grosso Ciponte - decidano di costituirsi parte civile nel processo, sia per il disastro ambientale sia per i danni alla salute dei cittadini». Non potendo provvedere alla bonifica dei territorio con risorse proprie, ribadiscono gli ambientalisti, è opportuno che si chieda con forza «che la Regione e lo Stato provvedano con immediatezza alla bonifica in attesa che il prevedibile lungo processo stabilisca le colpe eventuali». L'Amministrazione locale di Praia a Mare ha inserito il terreno della Marlane tra i siti del futuro Psc sul quale programmare una destinazione d'uso. «Noi proponiamo - scrivono gli ambientalisti - che a fianco della via giudiziaria, contemporaneamente l'amministrazione pubblica faccia scelte politiche che favoriscano prima di tutto la rapida e totale bonifica del territorio, sotto il controllo attento da parte di cittadini e associazioni». Il nuovo Psc, secondo il Forum , può rappresentare l'occasione per il civico consesso di indicare il terreno della fabbrica quale possibile sede di associazioni e comitati di cittadini, «perché diventi culla di un'economia verde, al servizio di tutte quante le realtà del nostro sud che operano in modo onesto e pulito, nel rispetto dell'ambiente». Iniziative queste che devono procedere in concomitanza con i procedimenti giudiziari che gli ambientalisti intendono direttamente seguire . «Il Forum - fanno sapere Di Marco, De Rosa e Grosso Ciponte - si appresta a partecipare a pieno titolo al procedimento giudiziario per difendere le ragioni del territorio, in conformità con le leggi dello stato che consentono alle associazioni ambientaliste senza scopo di lucro di farsi promotrici degli interessi di terre e acque, di difendere il diritto delle future generazioni alla salute e ad un ambiente sano».
La fabbrica dei veleni, come spiegano gli ambientalisti torna dunque d'attualità. «I tempi sono maturi - sottolineano gli ambientalisti - le conseguenze dell'inquinamento prodotto da quella fabbrica, ormai dismessa da molti anni, continuano a preoccupare e a far ammalare persone e terre, oggi come allora». Il Forum punta il dito sulle tante responsabilità di amministratori, che procedono con la "politica dello struzzo" e preferiscono ignorare l'esplosiva gravità di una emergenza che invece la magistratura si appresta a chiarire in tutti i suoi inquietanti risvolti. Ad ogni modo, il Forum ribadisce che sarà «al fianco degli operai in lotta per il riconoscimento del loro diritto alla salute e al risarcimento del danno biologico subito».